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Sanremo: la Clerici fa boom-Ospitate inutili (e costose)

Notizie dal mondo di chi fa soldi cantando,ballando e magari anche senza saper fare un cazzo!

Messaggioda meego » 18 febbraio 2010, 0:43

Buio in sala. Niente scalinata. I primi minuti dell'edizione di Sanremo numero 60 creano un attimo di disorientamento. Bonolis e il maestro Laurentis con le loro gag ci catapultano in una puntata di Ciao Darwin, o in una pubblicità del caffè, fate voi. Quando la si credeva ormai dispersa dietro le quinte, ecco arrivare su un'astronave la Clerici. Il buon Paolo non dimentica di fare una battuta su Bigazzi : «Antonella farà un minuto e mezzo di silenzio. Uno per lui e 30 secondi per il gatto». Ma torniamo a lei. Il vestito number one è rosso, con lo strascico e pieno di lustrini. Sobrio rispetto ai falpalà con cui ci aveva lasciato senza parole l'anno scorso. Le scarpe non si vedono, ma dal modo in cui cammina ci lascia immaginare che siano davvero molto alte. Troppo.

La prima a cantare è Irene Grandi, che per l'occasione ha diviso la stoffa del suo vestito col maestro d'orchestra che l'ha accompagnata. La sua "La cometa di Halley" si lascia ascoltare. Il secondo è il giovanissimo Valerio Scanu, il ragazzo di ghiaccio ex amico di Maria de Filippi, con "Per tutte le volte che". La performance non è delle migliori: forse anche se fuori appare così determinato, evidentemente è emozionato. La canzone, ricordiamo, è scritta da un concorrente di Amici. Toto Cotugno non poteva mancare neppure quest'anno (ormai fa parte dell'arredamento dell'Ariston). Canta "Aeroplani". Non aggiungiamo altro. A svecchiare l'atmosfera, direttamente dal mondo delle fate e dei folletti (lei appartiene alla seconda categoria) arriva Arisa. Occhialoni e ricci, è accompagnata da un trio a metà tra le sorelle Bandiera e il trio Lescano, le sorelle Marinetti. La sua "Mal’amoreno" non sarà la canzone del secolo ma è orecchiabile e si lascia canticchiare.

A questo punto tremate, perché è giunta l'ora del primo ospite pagato a peso d'oro: Antonio Cassano, accompagnato dalla fidanzata "che gli ha cambiato la vita" e dall'adorata mamma sedute in prima fila. Zero improvvisazione perché come dice lui stesso: «Non so leggere molto bene, prima mi stavo impappinando mentre guardavo là», riferendosi al gobbo. Si va avanti citando i suoi aforismi. Il calciatore barese è tanto bravo in campo ma qui s'inizia a sbadigliare. Urge caffè.

Si torna alla musica. Ascoltiamo la prima e unica canzone in dialetto in gara: "Jamme ja’" di Nino D’Angelo, accompagnato da Maria Nazionale. Nino è sempre il ragazzo di nu’ jeans e na’ maglietta, con qualche ruga in più. A fare urlare il pubblico (l'accoglienza riservata a lui non l'ha avuta e non l'avrà nessuno) è il nostro adorato Marco Mengoni, vincitore di X Factor. La sua "Credimi ancora" non ci fa impazzire, ma la performance canora del re matto è come al solito da applauso. Finalmente un po' di grinta.

A quest'ora i piedi della Clerici devono essere gonfi come cotechini: lo si può facilmente immaginare dal modo in cui cammina. Per fortuna tocca alla seconda ospite, Susan Boyle, così la presentatrice può andare nel camerino a farseli massaggiare.

Ma ecco Simone Cristicchi col suo look circense. Fa il matto cantando "Meno male", che ha creato un piccolo incidente diplomatico con i cugini francesi («Ma meno male che c'è Carla Bruni. Siamo fatti così, Sarkonò, Sarkosi…») ma risparmiandoci almeno la presenza della première dame de France. È il primo brano che sentiamo che non parla d’amore e termina con un “Noi ce la prendiamo…”. Completate voi la frase.

La brava Malika Ayane è una delle presenze femminili più attese. La sua "Ricomincio da qui", firmata da Arnò, Pacifico e lei stessa, ci piace molto. A spezzare la magia arriva il trio composto da Pupo (al pianoforte di lustrini), Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici. Cantano “Italia amore mio”. “Tu non potevi tornare anche se non hai fatto niente, ma mai ti sei paragonato a chi ha sofferto veramente”. Gli amici del principe in teatro sventolano il tricolore. Altro non possiamo dire se non imbarazzante.

La sorridente e pacata Antonellina a questo punto della serata cambia volto. Parla di Morgan, ed è veramente arrabbiata quando lo fa. Non con lui, verso il quale ha parole di comprensione, nonostante torni a ribadire la sua repulsione nei confronti della droga, ma quanto nei confronti della produzione, che non le ha permesso neppure di fare ascoltare al pubblico la canzone del Vampiro della Brianza. Si deve accontentare di leggerne un pezzo.

Chiusa parentesi e cambio d’abito, sempre rosso e luccicante. L’orlo si accorcia, la scollatura diventa ancora più generosa: le sono scoppiati gli air bag. Cammina sui trampoli leggiadra come un Catalì Cammello. Uno dopo l’altro si esibiscono Enrico Ruggeri (“La notte delle fate”) i Sonhora (“Baby”) e il discusso Povia con “La verità”, canzone su Eluana Englaro. Che fatecelo dire, sarà pure paracula ma è una delle più belle sentite nella serata. Infine è la volta di due rosse, Irene Fornaciari (“Il mondo piange”) e un’altra cantante che ci piace molto, Noemi (“Per tutta la vita”). Conclude Fabrizio Moro.

Tenete duro e non preparatevi un altro caffè perché è il momento dell’eros: Dita Von Teese risveglia dal torpore tutti quelli che si sono addormentati sulle poltrone dell’Ariston e sul divano a casa. Va in scena il burlesque, tra calze color brodo e una coppa di champagne gigante. E se pensavate che in Rai fossero dei bacchettoni vi toccherà ricredervi, perché l’ex signora Marilyn Manson rimane con un micro perizoma e dei copricapezzoli di lustrini, mentre si strofina una spungna bagnata sul corpo. Lo possiamo dire? Meglio il davanzale della Clerici. Finalmente giunge l’ora del verdetto: sono fuori Toto Cotugno, Nino D’angelo e Pupo. Chi l’avrebbe mai detto, eh? E non è neppure mezzanotte e mezza. Grazie, Antonellina, che domani ci si deve alzare presto per andare al lavoro.

Prima serata del Festival
...e se alla fine dei fatti essere onesti conta...
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